Nota tecnico-illustrativa del Direttore Generale

PRIMI CHIARIMENTI  SU COSA CAMBIA DOPO L’APPROVAZIONE DEI MINISTERI VIGILANTI DELLA RIFORMA PREVIDENZIALE INPGI.

 

A seguito dell’approvazione della riforma previdenziale Inpgi da parte dei Ministeri Vigilanti, si forniscono alcuni primi chiarimenti sui principali aspetti della manovra, con particolare riguardo ai requisiti di accesso ai trattamenti pensionistici.

 

 

ENTRATA IN VIGORE DELLA RIFORMA


Fermo restando le diverse decorrenze espressamente previste dal nuovo Regolamento e fatti salvi gli effetti prodottisi nelle more dell’approvazione, le modifiche entrano in vigore il 21 febbraio 2017.

 

INTERVENTI APPROVATI DAI MINISTERI VIGILANTI

 

PENSIONI:

Modifica dei requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia

 

L’età anagrafica sia per gli uomini che per le donne è stata incrementata come da tabella sottostante:

 

 

ANNO

 

 

ETA’ con almeno 20 anni di contribuzione

   

Uomini

 

 

Donne

 

 

2017

 

66 anni

 

64 anni

 

 

2018

 

66 anni e 7 mesi

 

65 anni e 7 mesi

 

 

2019

 

66 anni e 7 mesi

 

66 anni e 7 mesi

 

Dal 2019 l’età prevista per la pensione di vecchiaia sarà adeguata alla variazione della aspettativa di vita.

 

Chiarimenti:

 

Potranno continuare ad accedere alla pensione di vecchiaia con le vecchie regole  tutti coloro i quali abbiano già maturato i requisiti previsti dalla disciplina in vigore entro il 31/12/2016 e cioè:

  • per gli uomini 65 anni d’età (nati entro il 1951) con almeno 20 anni di contribuzione;
  • per le donne – pensione intera – 62 anni (nate entro il 1954) con almeno 20 anni di contribuzione;
  • per le donne – pensione con abbattimenti – 60 anni d’età (nate entro il 1956) con almeno 20 anni di contribuzione. Al calcolo della pensione sarà applicato un abbattimento permanente legato all’anticipo rispetto ai requisiti di età previgenti (dal 2,38% al 10%).

Si ricorda che per la pensione di vecchiaia, anche con la riforma, per  il raggiungimento dei 20 anni di contribuzione, sono utili  i contributi versati all’Inps, ex Inpdap ed Enpals ed alla Gestione Separata Inpgi.

 

Esempi mantenimento vecchie norme per la pensione di vecchiaia

1) Uomo nato entro il 31/12/1951 con 20 anni di contributi alla data del 31/12/2016:

Prima decorrenza utile a pensione: in qualsiasi momento si decida poiché il  giornalista ha compiuto  65 anni a dicembre 2016. Anche con l’approvazione della riforma,  potrà andare in pensione in qualsiasi momento successivo al 2017.

2) Donna nata entro il 31/12/1956 con 20 anni di contribuzione al 31/12/2016

Prima decorrenza utile a pensione con abbattimento permanente dell’10.00%: in qualsiasi momento si decida. Anche con l’approvazione della riforma,  la giornalista potrà andare in pensione in qualsiasi momento successivo al 2017. La percentuale d’abbattimento, nel caso in esame, si ridurrà  fino ad azzerarsi ai 65 anni d’età previsti  dalla previgente normativa.

 

Modifica dei requisiti di accesso alla pensione d’anzianità

I nuovi requisiti richiesti sono: almeno 62 anni di età anagrafica e una anzianità contributiva Inpgi pari a quella indicata nella tabella sottostante:

 

REQUISITI PENSIONI DI ANZIANITA’

 

 

Anno

Anni di contribuzione Inpgi

con almeno 62 anni di età

 

2017

 

38

 

 

2018

 

 

39

 

 

2019

 

40

 

 

Dal 2019 i requisiti di età e contributivi di cui sopra saranno adeguati alla variazione dell’aspettativa di vita.

 

Chiarimenti:

 

Potranno continuare ad accedere, in qualsiasi momento,  alla pensione di anzianità  con le vecchie regole tutti coloro i quali abbiano maturato i requisiti entro il 31/12/2016 e cioè:

  • 62 anni d’età con almeno 35 anni di contribuzione;
  • almeno 40 anni di contribuzione a prescindere dall’età;
  • 57 anni d’età con almeno 35 anni di contribuzione, con degli abbattimenti permanenti sul calcolo dal 4.76% al 20%.

I predetti requisiti contributivi possono essere perfezionati anche attraverso il cumulo della contribuzione Inps/Inpgi.

I giornalisti in possesso dei suindicati requisiti potranno, quindi, accedere alla pensione in qualsiasi momento successivo all’approvazione della riforma  anche nel caso in cui fossero poi richiesti requisiti di età e contributivi più elevati. Nei casi di applicazione, gli  abbattimenti percentuali, legati all’anticipazione della pensione, decresceranno fino ad azzerarsi, man mano che ci si avvicina al requisito dei 62 anni di età ovvero dei 40 anni di contribuzione, previsto dalla previgente normativa.

 

Esempi mantenimento vecchie norme  per la pensione di anzianità

1) Donna o Uomo nati entro il 31/12/1959 con i seguenti requisiti al 31/12/2016:

età: 57 anni

contributi: 33 anni Inpgi e 2 anni Inps

Decorrenza pensione con abbattimento permanente del 20,00%: in qualsiasi momento si decida. Anche con l’approvazione della riforma,  potrà andare in pensione in qualsiasi momento successivo e la  percentuale d’abbattimento, nel caso in esame, si ridurrà  fino ad azzerarsi ai 62 anni d’età ovvero ai 40 anni di contribuzione previsti  dalla previgente normativa.

2) Donna o Uomo con 40 anni di contribuzione al 31/12/2016:

età: qualsiasi

contributi: 33 anni Inpgi e 7 anni Inps

Decorrenza pensione senza alcun abbattimento: in qualsiasi momento si decida. Anche con l’approvazione della riforma,  potrà andare in pensione in qualsiasi momento successivo.

 

                                   CALCOLO DELLA PENSIONE

 

Giornalisti già Iscritti all’Inpgi alla data del 31 dicembre 2016:

Per le contribuzioni acquisite fino al 31/12/2016, continuerà ad essere applicato il vigente sistema di calcolo retributivo.

Per le contribuzioni riferite ai periodi successivi al 1/01/2017, la pensione sarà calcolata con il sistema di calcolo contributivo di cui alla legge n. 335/1995.

 

Giornalisti iscritti all’Inpgi dal 1° gennaio 2017:

trova applicazione il solo sistema di calcolo contributivo.

 

INTERVENTI IN MATERIA DI TRATTAMENTO DI DISOCCUPAZIONE

 

Modifica modalità di calcolo del trattamento di disoccupazione

Per i rapporti di lavoro cessati dal 21/02/2017 (data approvazione della riforma), la modalità di calcolo del trattamento di disoccupazione, viene modificata secondo quanto di seguito riportato:

  • indennità intera al 100% per i primi 180 giorni;
  • indennità ridotta del 5% mensile dal 181° giorno al 450° giorno;
  • indennità iniziale ridotta del 50% dal 451° giorno al 720° giorno.

 

Chiarimenti:

 

Potranno continuare a percepire l’indennità di disoccupazione calcolata con le regole attualmente in vigore, tutti coloro i quali:

  1. hanno già in corso un trattamento di disoccupazione alla data del 21/02/2017;
  2. hanno cessato il rapporto di lavoro entro la data del 20/02/2017.

Esempi mantenimento delle vecchie norme

  • Giornalista che ha cessato il rapporto di lavoro in data 07/07/2016, ammesso al trattamento di disoccupazione per 720 gg. dal 08/07/2016 al 27/06/2018;
  • Giornalista che cessa il rapporto di lavoro il 20/02/2017. Ammissione al trattamento di disoccupazione per 720 gg. dal 21/02/2017 al 20/02/2018.

In entrambi i casi, i giornalisti percepiranno un importo complessivo lordo di disoccupazione, calcolato sull’attuale massimale, pari a circa € 35.976,00.

Esempi applicazione riforma

  • Giornalista che cessa il rapporto di lavoro in data 23/02/2017. Ammissione al trattamento di disoccupazione per 720 gg. dal 24 /2/2017 al 13/2/2019
  • Giornalista che cessa il rapporto di lavoro il 01/04/2017. Ammissione al trattamento di disoccupazione per 720 gg. dal 2/04/2017 al 22/03/2019.

In entrambi i casi, i giornalisti percepiranno un importo complessivo lordo di disoccupazione, calcolato sull’attuale massimale, pari a circa € 29.600,00.

 

Disoccupazione per dipendenti di aziende in crisi, fallite, in liquidazione o che abbiano ceduto un ramo d’azienda

Per i rapporti di lavoro cessati dal 21/02/2017, fermo restando l’accredito della contribuzione figurativa per un massimo di 12 mesi nei primi 360 giorni di trattamento di disoccupazione, viene prevista l’eliminazione della maggior contribuzione figurativa in favore dei giornalisti che cessano il loro rapporto di lavoro da aziende in crisi, fallite, in liquidazione o che abbiano ceduto un ramo d’azienda.

 

Esempi mantenimento vecchie norme

  • Giornalista di 45 anni di età alla data di cessazione del rapporto di lavoro, avvenuta il 01/05/2016, da azienda fallita, con 10 anni di contribuzione INPGI.

Ammissione al trattamento di disoccupazione per 720 gg. Dal 02/05/2016 al 21/04/2018, con accredito contributi figurativi per i primi 540 gg. (18 mesi)

  • Giornalista di 56 anni di età alla data di cessazione del rapporto di lavoro, avvenuta il 31/12/2016, da azienda fallita, con 10 anni di contribuzione INPGI.

Ammissione al trattamento di disoccupazione per 720 gg. Dal 01/01/2017 al 21/12/2018, con accredito contributi figurativi per 720 gg. (24 mesi).

 

Esempio di applicazione riforma

  • Giornalista di 45 anni di età, alla data di cessazione del rapporto di lavoro, avvenuta il 23/2/2017,  da azienda fallita, con 10 anni di contribuzione INPGI. Ammissione al trattamento di disoccupazione per 720 gg. dal 24/2/2017 al 13/2//2019, con  accredito contributi figurativi solo per i primi 360 gg. (12 mesi)
  • Giornalista di 56 anni di età alla data di cessazione del rapporto di lavoro, avvenuta il 01/04/2017 da azienda fallita, con 10 anni di contribuzione INPGI. Ammissione al trattamento di disoccupazione per 720 gg. dal 02/04/2017 al 22/03/2019, con  accredito contributi figurativi solo  per 360 gg. (12 mesi).

 

INTERVENTI IN MATERIA DI PRESTAZIONI FACOLTATIVE

Sono abrogate le norme regolamentari che consentivano l’erogazione dell’”assegno di decesso” e “l’assegno temporaneo di inabilità per i disoccupati e sono stati modificati i limiti reddituali per l’accesso all’Assegno di Superinvalidità e per il ricovero nelle case di riposo.

 

CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA’

I Ministeri hanno approvato il provvedimento assunto dall’Inpgi  che ha introdotto un  contributo straordinario di partecipazione al riequilibrio finanziario della Gestione previdenziale da applicare, in via temporanea per la durata di 3 anni, sui trattamenti di pensione superiori a euro 37.999,99.

Il contributo sarà applicato dal primo rateo di pensione utile e per la durata di 3 anni, nelle seguenti misure:

 

FASCE DI PENSIONE INPGI % ESEMPI DI PENSIONE ANNUA LORDA CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA’ ANNUO LORDO CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA’ MENSILE NETTO
a. Fino a 37.999 0% 0 0 0
b. Da 38.000 a 56.999 1% 50.907 129 5
b. Da 57.000 a 74.999 2% 65.716 364 15
c. Da 75.000 a 109.999 5% 88.140 1.207 47
d. Da 110.000 a 149.999 10% 124.999 3.800 155
e. Da 150.000 a 199.999 15% 169.239 9.186 374
f. Oltre 200.000 20% 317.918 37.383 1.522

 


MISURE CHE RICHIEDONO ULTERIORI APPROFONDIMENTI O MODIFICHE FORMALI

 

  1. Deroghe ai nuovi requisiti pensionistici (c.d. clausole di salvaguardia): per quanto riguarda le deroghe indicate nella tabella A allegata al nuovo Regolamento – che consentirebbero, per un anno, l’applicazione dei previgenti requisiti ai giornalisti ammessi alla contribuzione volontaria ed ai giornalisti dipendenti da aziende in stato di crisi – i Ministeri vigilanti chiedono ulteriori approfondimenti circa gli effetti della misura sugli equilibri di gestione.
  2. Calcolo retributivo con rendimento al 2 per cento: necessita esplicitazioni nel testo la clausola che prevede che la quota di pensione determinata con il sistema contributivo non possa essere superiore a quella che sarebbe spettata con il sistema retributivo;
  3. Contributi figurativi: necessita chiarimenti l’adozione del nuovo massimale previsto in misura pari a 1,5 volte la retribuzione del Caporedattore per l’accredito della contribuzione figurativa;
  4. Misure in materia di riscatti: la norma regolamentare necessita di chiarimenti in merito al calcolo dell’onere per i periodi successivi al 1° gennaio 2017, regolati dal sistema contributivo.

 

INTERVENTI NON APPROVATI DAI MINISTERI VIGILANTI

 

I Ministeri  non hanno invece approvato:

 

  • la norma regolamentare che avrebbe consentito al CdA dell’INPGI di stabilire se applicare o meno gli adeguamenti alla speranza di vita successivamente a quelli previsti per il 2019. Gli ulteriori adeguamenti dovranno essere quindi applicati nella stessa misura prevista nel sistema generale;
  • la norma regolamentare che avrebbe consentito l’applicazione delle norme previgenti in materia di cumulo – se più favorevoli – ai titolari di pensione liquidata entro il 31/12/2016.

Il Direttore generale

Dr.ssa Maria I. Iorio

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Inpgi / i Ministeri approvano la riforma / Macelloni: l’Istituto resta autonomo; INPGI / Smentiti i profeti di sventura; INPGI / Pensionati: la solidarietà non è un optional

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – di concerto col covigilante Ministero dell’Economia – ha comunicato oggi l’avvenuta approvazione della riforma previdenziale varata dal Consiglio di Amministrazione dell’Inpgi il 28 settembre 2016.

I Ministeri – condividendone l’impianto complessivo sul piano sostanziale – hanno infatti dato il via libera agli interventi correttivi del regime previdenziale dell’ente, deliberati per garantire la sostenibilità della gestione nel medio – lungo periodo.

Nel contempo, è stata approvata l’introduzione di un contributo di solidarietà da applicare, in via temporanea e per la durata di 3 anni, a tutti i trattamenti di pensione erogati dall’Inpgi con importo pari o superiore a  38.000,00 euro lordi annui, con percentuali crescenti in base alle diverse fasce reddituali. I Ministeri, in particolare, hanno sottolineato come tale misura costituisca – in adesione ai criteri esposti in proposito dalla Corte Costituzionale – una efficace attuazione del principio di equità intergenerazionale posto alla base dei sistemi previdenziali.

Le misure principali della riforma approvate dai Ministeri riguardano quindi:

  • a) la modifica dei requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia che vede incrementare, progressivamente nel triennio 2017 – 2019, l’età anagrafica richiesta, fino ad elevarla a regime a 66 e 7 mesi;
  • b) la modifica dei requisiti di accesso alla pensione d’anzianità, che prevede un progressivo innalzamento dell’anzianità contributiva fino ad arrivare nel 2019 a 40 di contribuzione con 62 anni di età. Tali misure non hanno effetto nei confronti di coloro che, alla data del 31/12/2016, abbiano già maturato i requisiti previsti dalla normativa previgente per l’accesso ad un qualunque trattamento di pensione, che – pertanto – potranno continuare ad accedere ai trattamenti pensionistici in qualsiasi momento anche successivamente all’entrata in vigore dei nuovi requisiti;
  • c) l’introduzione del sistema di calcolo contributivodi cui alla legge n. 335/1995 – per le contribuzioni successive al 01/01/2017.
  • d) l’istituzione di un contributo aggiuntivo di disoccupazione dell’1,4%, a decorrere dal corrente mese di febbraio, per i rapporti a termine, a carico del datore di lavoro, riferito ai soli rapporti di lavoro a tempo determinato instaurati per causali diverse dalla sostituzione di personale temporaneamente assente.

In merito ad alcune misure, di minore impatto, inoltre i Ministeri hanno ritenuto di non procedere con l’approvazione ma di chiedere ulteriori elementi di precisazione.

In particolare, per quanto riguarda le clausole di salvaguardia  di cui alla Tabella A del Regolamento – che avrebbero consentito l’accesso anche con abbattimenti alla pensione di vecchiaia e di anzianità, con i requisiti previsti dalla previgente normativa, dei giornalisti e delle giornaliste che, a seguito della cessazione del rapporto di lavoro, fossero stati ammessi alla prosecuzione volontaria della contribuzione oppure dipendenti da aziende in stato crisi ovvero disoccupati per cessazione rapporto di lavoro da aziende in crisi – i Ministeri si sono riservati di valutare i relativi impatti sull’andamento dei conti dell’ente.

“Il percorso di risanamento dell’Inpgi è partito. La riforma – ha commentato la presidente Marina Macelloni – consentirà all’Istituto di garantire la sostenibilità dei conti nel lungo periodo e quindi di rimanere anche in tempi difficili un presidio autonomo a tutela dell’informazione in Italia. L’Inpgi non fallirà, non sarà commissariato ne’ tantomeno confluirà nell’Inps.

Questo obiettivo importante è stato raggiunto grazie al lavoro e al senso di responsabilità di tanti. Voglio ringraziare il Consiglio di amministrazione, le Parti sociali Fnsi e Fieg e la struttura tecnica dell’Istituto guidata dalla Direttrice generale, Mimma Iorio. Il Ministero del Lavoro e il Ministero dell’Economia ci hanno riservato un’attenzione particolare e dimostrato fiducia nel gruppo dirigente dell’Istituto.

Una riflessione sul contributo di solidarietà, approvato dai Ministeri nonostante le molte polemiche e ridefinito correttamente contributo di equità: è un piccolo sacrificio che però restituisce a tutta la categoria il senso di una solidarietà tra generazioni indispensabile in un momento difficile come questo”.

* * *

A breve sarà diffusa un’apposita nota tecnico illustrativa su cosa cambia con l’approvazione della riforma.

INPGI / Smentiti i profeti di sventura

Ci siamo, dopo qualche settimana di attesa la Lettera, con la “L” maiuscola, e’ arrivata. I Ministeri dell’Economia e del Lavoro hanno scritto all’Istituto approvando i contenuti essenziali della riforma previdenziale approvata dal Cda dell’Inpgi il 28 settembre scorso. Un atto non formale che riteniamo di grande significato e che riconosce nella sostanza il grande lavoro che l’intero gruppo dirigente dell’Istituto, anche coloro che hanno dissentito rispetto ad alcune scelte, ha fatto negli ultimi anni. E naturalmente premia gli sforzi dei dirigenti e di tutti i dipendenti. A cominciare da Marina Macelloni e da Mimma Iorio.

Segnaliamo questo riconoscimento evitando toni trionfalistici. Perché sappiamo che le modifiche al sistema previdenziale dei giornalisti saranno certamente efficaci, ma sappiamo anche che la grave situazione occupazionale della categoria impone un costante monitoraggio della situazione dei conti e delle prospettive.

E’ però chiaro, speriamo che lo sia a tutte le colleghe e ai colleghi, che queste prospettive sono oggi diverse e migliori, che gli effetti della riforma si faranno sentire positivamente specie nel medio e lungo periodo. Macelloni sottolinea oggi che l’Inpgi resta, anche in tempi assai difficili come gli attuali, “un presidio autonomo a tutela dell’informazione in Italia”. Una circostanza questa non scontata e di grande significato ideale ed anche politico per chi si batte per l’indipendenza e la qualità del prodotto giornalistico e per tutelare il diritto-dovere dei cittadini ad essere correttamente informati. E’ l’articolo 21 della Costituzione, in questo caso citata a proposito, che lo prescrive.

Marina Macelloni ribadisce oggi, a buon diritto, che l’Inpgi non fallirà, non sarà commissariato né tantomeno confluirà nell’Inps. Vengono cosi smentiti quei profeti di sventura che hanno invocato l’Inps come l’ancora di salvezza per una previdenza dei giornalisti sull’orlo del baratro, senza nemmeno tener conto delle oggettive difficoltà in cui si trova l’intero sistema previdenziale dei lavoratori italiani e naturalmente lo stesso Inps.

Molto ci sarà ancora da lavorare, occorrerà che le parti sociali, la Fnsi e la Fieg ma anche le stesse istituzioni, che finora hanno fatto la loro parte,  mettano in campo una seria ed efficace politica dell’occupazione dei giornalisti. Decine di migliaia dei quali, uomini e donne, ragazzi e ragazze, lavorano quotidianamente e campano di giornalismo e professione ma che un sistema legislativo ed anche contrattuale ancora non riconosce pienamente.

Vogliamo sottolineare con forza come l’Inpgi abbia fatto di tutto, riuscendovi, per difendere il principio della solidarietà, dell’equità del sistema. I diritti acquisiti sono salvaguardati e i piccoli sacrifici richiesti ai pensionati garantiscono un equilibrio intergenerazionale. Occorre continuare a lavorare, dicevamo, specie per dare speranza e fiducia alle colleghe e ai colleghi più giovani che giustamente temono per il loro futuro. Bene, quello di oggi è un primo passo ma vorremmo arrivare al punto in cui nessuno possa dire: “Tanto io una pensione da giornalista non l’avrò mai”. Cosi non è, cosi non sarà.

INPGI / Pensionati: la solidarietà non è un optional

La solidarietà tra le diverse generazioni di giornalisti, l’equità di una riforma che impone sacrifici per tutti: ecco due principi che piacciono ai Ministeri del Lavoro e dell’Economia. Uno dei passaggi più rilevanti della riforma previdenziale dell’Inpgi, approvata dai Ministeri, è il totale accoglimento della delibera con la quale il Cda ha proposto l’istituzione di un contributo di solidarietà a carico dei pensionati, per fasce di importo e percentuali crescenti.

Le colleghe e i colleghi pensionati troveranno le tabelle degli importi che saranno trattenuti dalle pensioni nella nota tecnica che viene diffusa dalla Direzione generale. In questa sede vogliamo ricordare quanto sia importante avere introdotto un principio di equità forte chiamando tutti gli iscritti all’Inpgi, ognuno per la sua parte, a sostenere l’equilibrio dei conti dell’Istituto.

Anche questa approvazione non era scontata, sia per alcune preoccupazioni ministeriali sia soprattutto per  l’opposizione di gruppi di colleghe e colleghi pensionati, per la verità a noi apparsi del tutto minoritari rispetto alla vasta platea di colleghe e colleghi in quiescenza.

Del resto, pur ritenendo il risparmio ottenuto dall’Inpgi assolutamente importante, il contributo richiesto risulta assai contenuto e non comporta sacrifici irrinunciabili per nessun pensionato. Se si pensa che a un collega con una pensione sotto i 38 mila euro il contributo e pari a 0, che per una pensione sotto i 57.000 euro il contributo mensile è di 5 euro mensili, che per una pensione sotto i 75.000 euro è di 15 euro mensili, sotto i 110.000 euro è di 47 euro mensili, sotto i 150.000 euro è di 155 euro mensili. Certo oltre i 200.000 euro annui il contributo è di 1.522 euro mensili. Un sacrificio consistente, ma che dite? Il collega o la collega riusciranno a sopravvivere?

Se permettete, un grazie davvero sentito a tutte le colleghe e i colleghi in pensione che hanno capito ed hanno accettato la misura con grande serenità.

GIORNALISTI / INPGI STANZIA 70 MILA EURO PER CONVEGNI E ATTIVITA’ FORMATIVE

Febbraio 2017. il Cda dell’INPGI stanzia 70 mila euro di erogazioni dal fondo della banca depositaria.  Il cda Inpgi ha accolto 11 domande di contributo, su 13 esaminate, richieste da Associazioni o Organismi di categoria per lo svolgimento di convegni, congressi e iniziative istituzionali  in ambito giornalistico. Tali contributi sono finanziati con un Fondo speciale, messo a disposizione dell’Istituto, dalla banca depositaria  per una spesa complessiva  di € 69.500,00.  Non si tratta quindi di una somma prelevata dal bilancio dell’istituto ma di un fondo messo a disposizione dalla banca.

Tra le 11 iniziative che l’INPGI intende finanziare nell’arco del 2017 ci sono: il terzo anno di attività della Fondazione sul giornalismo Paolo Murialdi (sostenuta da tutti e 4 gli organismi di categoria). Il contributo dell’Inpgi è’ di 25 mila euro. Con lo stanziamento dello scorso febbraio, Inpgi sostiene inoltre iniziative, seminari, convegni della federazione nazionale della stampa, di associazioni onlus di categoria, di associazioni regionali e dell’Unione nazionale giornalisti pensionati. 

GIORNALISTI / INFORMAZIONE SUI BLOG. Il Tribunale di Roma da’ ragione all’INPGI

Febbraio 2017. Aggiornare un blog è un’attività giornalistica. La sezione lavoro del Tribunale di Roma, con la sentenza n. 8395/2016, ha stabilito che l’attività di informazione attraverso i blog presenta tutti gli elementi caratterizzanti l’attività giornalistica. Si tratta di una delle prime sentenze che vedono coinvolti giornalisti “social”.

Il Giudice, entrando nel merito di un contenzioso tra Inpgi e un’azienda del web, ha infatti riconosciuto che il blog è tra le nuove modalità espressive nel campo dell’informazione giornalistica on-line, essendo esso un contenitore di commenti in ordine a notizie già note e a notizie non ancora diffuse. Può dunque ritenersi di carattere giornalistico anche l’attività d’informazione svolta all’interno di un sito web registrato come blog. Si tratta, scrivono i giudici, di un concetto di giornalismo “dinamico” e in continuo divenire, perché al passo con l’evoluzione degli strumenti di comunicazione e delle modalità espressive.

Il Tribunale di Roma ha così dato ragione all’Inpgi, secondo cui i giornalisti che si occupano dei blog di una testata sono soggetti ai contributi previdenziali, esattamente come quelli che lavorano nelle redazioni cartacee.

In particolare, in base ad una verifica ispettiva dell’Inpgi, era risultato che a due giornalisti, che si occupavano del confezionamento di notizie e del coordinamento di oltre 400 blogger, venivano proposti gli argomenti da trattare, proprio come avviene nelle testate “tradizionali”, con modalità e caratteristiche per cui era ravvisabile la natura subordinata e giornalistica. Di qui, la decisione del Tribunale di Roma che obbliga l’azienda a versare i contributi evasi.

L’INPGI al fianco del giornalista – scrittore Riccardo Orioles

Febbraio 2017. Riccardo Orioles, giornalista-scrittore siciliano di 67 anni, protagonista di molte battaglie antimafia e cofondatore de ‘I Siciliani’ con Pippo Fava, ha ottenuto dall’Inpgi la prestazione “una tantum”, prevista dal Regolamento dell’Istituto nei confronti di tutti quei giornalisti che non hanno raggiunto il minimo pensionabile. La prestazione non è in contrasto con gli ulteriori benefici previsti dalla Legge Bacchelli, di cui gode il giornalista.

Nato nel 1949 a Milazzo, nella sua vita professionale Orioles ha ottenuto contributi pensionistici solo per pochi anni di lavoro. Ora vive nella sua città natale con una pensione di vecchiaia corrispondente agli scarsi contributi versati, una pensione che non gli consente di continuare le cure per le sue patologie cardiache e gli acciacchi dovuti all’eta’.

LEGGE EDITORIA / MARINA MACELLONI: “A QUANDO I DECRETI ATTUATIVI?”

Febbraio 2017. Nel prossimo mese di aprile scadranno i sei mesi di tempo a disposizione del governo per presentare i decreti attuativi del ddl di riforma dell’ editoria. Il provvedimento governativo è stato approvato dalla Camera lo scorso 4 ottobre.

La legge contiene un’ampia delega al governo, che dovra’ approvare criteri piu’ stringenti per il ricorso ai prepensionamenti dei giornalisti e rivedere la procedura per il riconoscimento degli stati di crisi.

“Dopo l’approvazione della legge di riforma dell’editoria, decisiva per il rilancio del settore dell’informazione, è ora importante la definizione dei decreti attuativi previsti dalla delega, primo fra tutti quello che dovrà ridisegnare le regole e i requisiti per l’accesso agli stati di crisi”, dichiara la Presidente INPGI Marina Macelloni che aggiunge: “in un momento di scarse risorse, è fondamentale che gli aiuti arrivino a chi ne ha davvero bisogno e dimostri di utilizzare il ricorso agli ammortizzatori sociali per un rilancio autentico della propria impresa”.

A distanza di 35 anni dalla legge 416/81 e di 53 anni dalla legge istitutiva dell’Ordine dei giornalisti, si pongono finalmente le basi per il rilancio del settore e per affrontare le sfide dell’innovazione con un apparato normativo più adeguato.

CUMULO / Reddito dei giornalisti pensionati d’anzianità, sotto i 65 anni, deve essere comunicato all’INPGI

Febbraio 2017. I giornalisti titolari di pensione d’anzianità, e cioè coloro che hanno risolto anticipatamente il rapporto di lavoro, ed hanno un’età anagrafica inferiore a 65 anni, sono tenuti a comunicare all’Istituto una dichiarazione reddituale, anche nel caso in cui non abbiano conseguito alcun reddito. Una misura necessaria, essendo in vigore il divieto di cumulo tra pensione e retribuzione.  Ogni altra interpretazione della norma è dunque forviante ed errata e non riguarda in nessun caso i giornalisti pensionati che abbiano superato i 65 anni di età.

Nel caso in cui il giornalista risultasse inadempiente e dietro mancata presentazione della suddetta documentazione, l’INPGI ha la facoltà, in base all’art.15 del regolamento dell’Ente, di applicare una sanzione.

La multa, da versare all’Ente previdenziale, è pari all’importo annuo della pensione percepita nell’anno cui si riferisce la dichiarazione medesima, ed è direttamente prelevata dalle rate di pensione, mediante trattenute mensili, nel limiti di 1/5 di legge. La sanzione, prevista dalla legge, non è rimborsabile.

Nel caso in cui, il giornalista fosse iscritto anche alla Gestione Separata dell’Inpgi è comunque tenuto a presentare la dichiarazione, in quanto le due situazioni reddituali potrebbero non coincidere. Alla Gestione Separata vanno infatti indicati solo i redditi autonomi derivanti da lavoro giornalistico, mentre per la verifica della cumulabilità con la pensione i redditi da lavoro da dichiarare possono essere di qualsiasi natura.

Per maggiori informazioni ed invio delle documentazioni: cumulo@inpgi.it

VIGILANZA / Quando a pagare è l’istituto. I meno virtuosi? Gli uffici stampa

Febbraio 2017. Oltre 5,5 milioni di euro. A tanto ammonta il danno riportato nell’arco del 2016 dall’Inpgi per contributi dovuti all’Ente, da aziende editoriali, giornali web ed uffici stampa, ma non incassati. L’attività ispettiva dell’ente ha dato luogo nel 2016 all’accertamento di contributi per quasi 4 milioni di euro e all’applicazione di sanzioni per oltre un milione di euro a cui si aggiungono altri 483 mila euro dovuti alla Gestione Separata.

Il servizio studi e vigilanza dell’ente nel 2016 ha ispezionato 124 aziende, un terzo delle quali (34 imprese) sono riconducibili ad uffici stampa di aziende private. Delle 124 aziende ispezionate, 81 non sono risultate in regola, mentre in altri 15 casi si è proceduto a notificare un verbale privo di addebiti in quanto le aziende ispezionate hanno regolarizzato le inadempienze, mettendosi così “in regola” prima delle contestazioni formali. Complessivamente, quindi, sono state 96 (su 124) le situazioni irregolari.

Analizzando nel dettaglio i verbali, risulta che le maggiori anomalie si riscontrano nei rapporti di lavoro formalmente autonomo, per i quali è stata accertata la diversa natura subordinata. Gli 88 rapporti di lavoro non denunciati all’INPGI riguardano: 34 contratti di CO.CO.CO, 52 prestazioni professionali (free lance) e 2 contratti di cessione d’autore, di cui 63 riconducibili a rapporti ex art.1 CCNLG.

Gestione separata

Nell’ambito della gestione separata, sono 25 le aziende, per lo più uffici stampa e Pubblica Amministrazione, che non hanno versato i contributi dovuti all’Ente. Gli ispettori dell’INPGI hanno scoperto 41 rapporti di collaborazione giornalistica coordinata e continuativa che risultano “sconosciuti” all’Ente, perché denunciati ad altro ente previdenziale.

Tramite la task force degli ispettori INPGI, l’Ente intende proseguire il cammino volto a combattere l’evasione contributiva. Negli ultimi 18 anni, sono stati evasi contributi per oltre 150 milioni di euro, una evasione che l’Istituto ha accertato e contestato alle aziende in sede amministrativa e legale.

RIFORMA INPGI: attesa per le decisioni dei Ministeri vigilanti

Febbraio 2017. L’Inpgi è ancora in attesa di ricevere da parte dei Ministeri vigilanti del Lavoro e dell’Economia l’approvazione della riforma delle prestazioni previdenziali. Si tratta del secondo intervento in poco più di un anno: la prima ipotesi di riforma, varata nel luglio del 2015, aveva infatti ricevuto un via libera parziale da parte dei ministeri ed era stata giudicata insufficiente a garantire la stabilità dei conti dell’ente. Per questo, il nuovo cda, in carica da aprile, ha dedicato i primi mesi della sua attività a completare il processo di autoriforma. “Abbiamo voluto e dovuto farlo in tempi rapidi proprio per garantire la messa in sicurezza dei nostri bilanci” ha affermato il Presidente Inpgi Marina Macelloni perché “il nostro l’obiettivo è riportare i conti dell’ente su un percorso virtuoso e garantire la sostenibilità delle nostre prestazioni nel lungo periodo”.

Nell’arco dei prossimi 24 mesi, il cda s’impegna nei riguardi dei propri iscritti ad effettuare un nuovo monitoraggio per verificare che le misure messe in campo siano adeguate e sufficienti.

Di seguito una sintesi delle principali misure adottate:

REQUISITI PENSIONISTICI

Dal primo gennaio 2017 viene incrementata, sia per gli uomini che per le donne,  l’età anagrafica per l’accesso alla pensione di vecchiaia con almeno 20 anni di contribuzione:

– Nel 2019 l’età prevista per la pensione di vecchiaia sarà adeguata alla variazione dell’ aspettativa di vita. Per quanto riguarda la pensione di anzianità dal primo gennaio prossimo saranno richiesti almeno 62 anni di età anagrafica con un’anzianità contributiva.

Non sarà poi più possibile anticipare l’erogazione della quota di pensione di anzianità Inpgi, anche se non sono stati ancora maturati i requisiti previsti dall’Inps. La pensione sarà quindi erogata, pro-quota, quando i requisiti saranno maturati in entrambi gli enti.

Sia per la vecchiaia che per l’anzianità, tutti coloro che alla data del 31 dicembre 2016 abbiano già maturato i requisiti previsti dalla disciplina precedente potranno accedere alla pensione con le vecchie regole in qualunque momento.

Sono state introdotte clausole di salvaguardia per i giornalisti disoccupati o che lavorino in testate in stato di crisi. A questi colleghi si applicheranno le regole precedenti, sia per la vecchia sia per l’anzianità, per un periodo di 12 mesi a partire dalla data di approvazione della riforma.

CALCOLO DELLA PENSIONE

Per le contribuzioni successive al primo gennaio 2017 la pensione sarà calcolata con il sistema di calcolo contributivo come avviene già da oltre 20 anni nel sistema generale. I periodi precedenti restano naturalmente calcolati con il sistema retributivo attualmente in vigore. Per tutti coloro i quali avranno il sistema misto, la quota di pensione calcolata con il sistema contributivo non potrà essere superiore a quella che sarebbe spettata mantenendo il sistema retributivo con l’applicazione agli attuali scaglioni di reddito in base alle varie aliquote.

INDENNITÀ DI DISOCCUPAZIONE

La contribuzione figurativa viene accreditata solo per i primi 12 mesi di trattamento. Per quanto riguarda l’indennità viene prevista la riduzione a partire da settimo mese fino a un massimo del 50% con le seguenti modalità:

  • indennità intera al 100% per i primi 180 giorni (primi sei mesi)
  • indennità ridotta del 5% mensile dal settimo al 15esimo mese
  • indennità ridotta del 5% dal 16esimo al 24esimo mese

ENTRATE CONTRIBUTIVE

Le novità più importanti riguardano il riscatto del praticantato anche per i colleghi che provengono dalle scuole di giornalismo, e l’introduzione di un contributo aggiuntivo di disoccupazione per i contratti a termine. Il riscatto sarà possibile solo per chi ha svolto la pratica professionale presso le scuole riconosciute dall’Ordine dei giornalisti e per il periodo certificato dallo stesso Ordine. Il contributo aggiuntivo a carico dei datori di lavoro sarà dell’1,4% e non riguarderà i contratti a termine per sostituzioni di maternità o malattia.

CONTRIBUTO DI SOLIDARIETÀ

Viene introdotto un contributo di solidarietà sui trattamenti pensionistici. Avrà durata triennale e verrà calcolato sull’importo di pensione erogato esclusivamente dall’Inpgi senza tener conto delle quote di pensione erogate da altri enti. Sarà determinato solo per fasce d’importo e percentuali crescenti per chi gode di una pensione di reddito lordo sopra i 38 mila euro.